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growth mindset: grafica di annaffiatoio che annaffia dei cervelli di gomma

Perché è come incentivare il growth mindset in azienda

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Viviamo in un mondo in costante mutamento, un ambiente lavorativo sottoposto a repentini cambiamenti guidati da eventi spesso incontrollabili. La capacità di percepire tali cambiamenti come opportunità di crescita e sviluppo è una sfida che individui e imprese affrontano regolarmente. In un panorama in cui le trasformazioni di mercato, organizzative e lavorative sono all’ordine del giorno, la resistenza al cambiamento è insomma diventata insostenibile (ce l’ha raccontato anche Mirko Frigerio, fondatore e Vicepresidente esecutivo di NPLs Re Solutions qui).
In questa cornice, l’adozione di un modello di pensiero resiliente, flessibile e creativo è diventata fondamentale. Ecco spiegato il concetto di growth mindset che, superati i confini accademici, si è oggi affermato nel mondo dello sport, dell’educazione, della crescita personale e del lavoro. Questa mentalità orientata alla crescita è una competenza o una soft skill cruciale sia per gli individui che per le imprese desiderose di abbracciare appieno la portata delle innovazioni. Ma cosa significa esattamente growth mindset, e soprattutto, cosa fare per renderlo una caratteristica chiave dell’impresa?

Growth mindset: significato

Il growth mindset è un approccio mentale dinamico e flessibile nei confronti delle sfide e degli eventi della vita. A differenza della sua traduzione italiana, ovvero “mentalità”, il termine mindset racchiude un significato ben più ampio che sarebbe opportuno esprimere con l’espressione “struttura mentale”. Il mindset, infatti, può essere inteso come il risultato del funzionamento e dei prodotti del sistema cognitivo dell’individuo.

La definizione di growth mindset, letteralmente “mentalità di crescita”, si fa risalire agli studi decennali della psicologa e professoressa Carol Dweck che, osservando le reazioni degli studenti dell’Università di Stanford alla sconfitta, identificò due mindset diametralmente opposti. Se per alcuni studenti, infatti, gli eventi esterni provocavano un senso di fallimento e rassegnazione (fixed mindset), per altri rappresentavano invece stimoli alla crescita e ad un rinnovato impegno (growth mindset).

Nel suo “Mindset: The New Psychology of Success” (2006), Carol Dweck definisce il Growth mindset come “la mentalità tipica di chi sa di poter coltivare le proprie qualità attraverso impegno, strategia e aiuto da parte degli altri”. Un aspetto non certo di poco conto, dato che la convinzione di fondo di un individuo rispetto alla propria intelligenza, secondo la Dweck, influisce direttamente sulle sue prestazioni. Considerando il cervello come un muscolo che può essere allenato, le persone dotate di growth mindset non vedono le proprie capacità come un dono innato della natura, saldo e immutabile, ma piuttosto come qualcosa di sviluppabile attraverso dedizione, perseveranza e duro lavoro.

Chi possiede un growth mindset persiste nonostante gli ostacoli, abbraccia il feedback come un’opportunità di crescita, cerca costantemente di apprendere e migliorarsi e, nel complesso, mantiene un atteggiamento positivo verso le novità e le sfide.

Data la sua portata, non sorprende che questo concetto si sia in fretta diffuso oltre l’ambito accademico. Inteso in quanto “strumento” utile a liberare il potenziale dei singoli ha colto l’interesse di HR e manager rendendo evidente la possibilità di fare del growth mindset un approccio condiviso capace di favorire il diffondersi di una mentalità organizzativa positiva, creativa e resiliente.

Fixed mindset vs growth mindset

Ogni individuo possiede una propria personale “teoria dell’intelligenza”, ovvero un insieme di idee sul funzionamento dell’intelligenza e del talento. Secondo gli studi della Dweck, le persone si orientano verso due mindset, sebbene naturalmente esistano infinite sfumature intermedie e sia naturale per un individuo approcciare sfide diverse con mindset diversi. Ad ogni modo, stiamo parlando di:

  • Fixed mindset: basato sulla convinzione che l’intelligenza è una dote innata e, di conseguenza, non esista modo per accrescerla;
  • Growth mindset: incentrato sull’idea che l’intelligenza è una qualità allenabile e incrementabile attraverso studio, impegno, pratica e ricerca di nuove sfide.

“In una mentalità fissa, o fixed mindset, le persone credono che le loro qualità di base siano semplicemente tratti fissi”, scrive la Dweck (2015), e scelgono così di non dedicare tempo ed energie all’apprendimento, che d’altronde percepiscono come uno sforzo inutile. Per il fixed mindset, ricordiamolo, il talento e l’intelligenza non si allenano, semplicemente esistono. Ecco perché chi propende per una mentalità fissa tende a evitare le sfide e rifuggire i feedback, che potrebbero mettere in luce qualcosa che non va nel loro lavoro. Il fixed mindset, com’è evidente, chiude alla crescita e al cambiamento perché provare significa accettare l’idea di poter fallire, e fallire implica a sua volta accettare l’idea di non essere abbastanza bravi. Ma se l’intelletto è congenito e non allenabile, non è meglio evitare le sfide e preservare così la sensazione di avere successo? Secondo il fixed mindset, la risposta è naturalmente sì.

Chi propende per una mentalità fissa tende dunque a:

  • Evitare le sfide, perché possono mettere in luce le incapacità
  • Nascondere gli errori, perché dichiarerebbero la propria assenza di talento e intelletto
  • Ignorano il feedback, perché potrebbe ledere il loro senso di sicurezza
  • Risponde al feedback in modo difensivo, perché anche le critiche costruttive si trasformano in affronti personali.

Al contrario, le persone con un growth mindset ritengono che l’intelletto sia sviluppabile per tutta la vita e tendono quindi, con naturalezza, a concentrarsi sul duro lavoro e sull’apprendimento continuo, considerati strumenti chiave per affrontare con positività e consapevolezza nuove. Come abbiamo visto, chi propende per il growth mindset crede che nulla sia irraggiungibile, ciò che serve è la perseveranza e la voglia di impegnarsi per continuare ad imparare. Il fixed mindset permette a questi individui di:

  • Seguire corsi per apprendere nuove abilità o sviluppare quelle esistenti, perché c’è sempre tempo per imparare
  • Ricercare nuove sfide, perché sono un’occasione preziosa per migliorare
  • Accettare incarichi e responsabilità inattese, perché ogni fallimento si trasforma in stimolo
  • Rispondere positivamente ai feedback, perché grazie a questo può perfezionarsi

growth mindset significato: grafica con dita che salgono degli scalini immaginari per raggiungere l'immagine di un cervello

I vantaggi della mentalità di crescita

La mentalità di crescita offre una serie di vantaggi cruciali in diversi ambiti, contribuendo significativamente al successo e alla soddisfazione personale. In primo luogo, stimola la creatività, inducendo una propensione ad accettare le sfide, imparare dai fallimenti e a trovare soluzioni innovative ai problemi. Questa mentalità favorisce nel complesso un atteggiamento positivo anche verso il successo degli altri che si trasforma così in fonte d’ispirazione piuttosto che di rancori o gelosia.

Il growth mindset permette agli individui di sviluppare il proprio potenziale nascosto con coraggio e motivazione, nella consapevolezza che non esistono limiti ai quali sottostare e che il passato non compromette ciò che potrebbe accadere in futuro. Da questo punto di vista, quando è un leader a farsi promotore del growth mindset, i risultati in azienda possono essere significativi: una leadership orientata alla crescita ha la capacità di diffondere positività e ottimismo all’interno del team e di sviluppare una mentalità secondo la quale, attraverso l’impegno e la collaborazione, tutto è possibile.

Il risultato? Maggior benessere e maggior produttività. Un ambiente votato alla mentalità di crescita è nel suo insieme un ambiente pronto ad abbracciare progetti sfidanti e a dare il proprio meglio, senza abbattersi di fronte agli arresti.

L’utilità del Growth Mindset in azienda

Da quanto detto fin qui, sarà evidente che il fixed mindset è autolimitante. Chiunque creda che le proprie capacità siano immutabili, difficilmente si sforzerà di imparare cose nuove e migliorarsi. Considerato che per raggiungere il successo c’è bisogno di correre dei rischi e persino fallire, gli individui devono perciò puntare ad un growth mindset.
Questa mentalità di crescita, d’altronde, è utile in ogni ambito, da quello personale e quello professionale perché consente di realizzare appieno capacità e potenzialità.

Un dipendente dotato di growth mindset supera i confini della propria comfort zone, costruisce relazioni lavorative fondate sull’innovazione e possiede il coraggio necessario per rischiare e imparare dai propri errori. Naturalmente, tale approccio si traduce in risultati individuali che beneficiano l’intera azienda.

Analogamente, un manager dallo stile di leadership fondato sulla mentalità di crescita diventa una guida sicura durante le difficoltà, incoraggiando lo sviluppo delle capacità dei dipendenti e stimolando aspirazioni nascoste. Gli studi, d’altro canto, dimostrano che promuovere una mentalità di crescita a livello organizzativo favorisce l’innovazione e l’efficienza. E in un’epoca in cui ogni impresa deve adattarsi alla trasformazione costante, l’apertura al cambiamento e uno spirito volto all’apprendimento permanente si fanno cruciali.

I dipendenti con growth mindset si distinguono per il desiderio di apprendere e sviluppare le proprie competenze, per la loro intraprendenza e per lo spirito innovativo, preziosissimo per le imprese che si trovano ad affrontare sempre più sfide e necessitano proprio per questo di individui dotati di flessibilità e adattabilità.

Le implicazioni per le risorse umane

Esattamente come accade per gli individui, anche le aziende adottano comportamenti e approcci diversi a seconda del proprio mindset, growth o fixed. Queste mentalità in effetti influenzano notevolmente le scelte aziendali e persino le pratiche di selezione del personale.

Ad esempio, le organizzazioni con una mentalità di crescita tendono a favorire selezioni interne, valorizzando l’iniziativa dei talenti interni tramite job posting. Questo perché naturalmente sono certe del fatto che non c’è bisogno di “scovare” nuovi talenti perché i talenti possono essere coltivati. Al contrario, le imprese con un mindset fisso privilegiano la ricerca esterna, convinte che l’unico modo per introdurre nell’organico nuove competenze e capacità passi proprio attraverso la selezione di nuovo personale.

Oltre a ciò, se le aziende a mentalità fissa si concentrano su curriculum e esperienze passate, quelle con growth mindset identificano il potenziale, la capacità e la passione, scegliendo individui inclini a investire nella formazione continua. Per queste ultime realtà, insomma, il growth mindset è una soft skill fondamentale nell’attuale mondo del lavoro e considerato il fatto che le nuove tecnologie costringeranno entro il 2030 oltre 300 milioni di persone ad acquisire nuove competenze o cambiare posizione, forse hanno proprio ragione.

Come incentivare il growth mindset

Incentivare il “growth mindset” in azienda è cruciale per stimolare il miglioramento continuo e favorire un ambiente di lavoro sano e innovativo. L’aspetto positivo è che la mentalità di crescita può essere coltivata, sia tra i dipendenti che a livello organizzativo. Gli individui possono infatti apprendere a riconsiderare le sfide come opportunità di miglioramento mentre i manager possono beneficiare dal riconoscere e gestire la propria mentalità fissa.

Ma come incentivare il growth mindset in azienda?

Gli esperti di neuroscienze sottolineano che è possibile sviluppare una mentalità dinamica mostrando come il cervello sia flessibile e migliorabile attraverso sforzi e apprendimento costanti.

A livello aziendale, la comunicazione svolge un ruolo chiave. Il feedback, sebbene prezioso, richiede un approccio attento perché la lode del successo, per chi possiede un fixed mindset, non è altro che una conferma del fatto che è il talento ad avere la meglio su tutto il resto. Da questo punto di vista, la scelta ideale è quella di spostare il focus e celebrare non tanto il risultato quanto il processo e gli sforzi che sono stati sostenuti per ottenerlo.

Anche se le prestazioni aziendali correlate alla mentalità di crescita non sono ancora state completamente esplorate, i risultati ottenuti fino ad ora suggeriscono che le organizzazioni con growth mindset vantano dipendenti più felici e promuovono una cultura aziendale più innovativa e orientata al rischio. Insomma, se promuovere il growth mindset contribuisce non solo al benessere individuale, ma anche al successo a lungo termine dell’azienda, generando team più motivati, resilienti e orientati al miglioramento continuo, è decisamente il caso di provarci.

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Questo articolo è stato scritto da

Manuele CeschiaCEO di MyNet. Laureato in Economia e da sempre impegnato nel settore del marketing, della comunicazione e dell’organizzazione di eventi, si occupa dello sviluppo del progetto MyNet supportando il lavoro di tutti i team. Collabora con Università e Centri di formazione per condividere la sua esperienza professionale.

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