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Bilancio delle Competenze: cos'è e come crearlo per aumentare la produttività

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Secondo il World Economic Forum (2025), il 63% dei datori di lavoro identifica la carenza di competenze come principale ostacolo al miglioramento e cambiamento interno, spesso più critico della tecnologia, del budget o delle dinamiche di mercato.
Il problema, però, non è la scarsità di talenti. È che le aziende non sanno quali skills possiedono i propri dipendenti. 

Il bilancio delle competenze trasforma questa opacità in chiarezza.
Si tratta di uno strumento che mappa, valuta e valorizza il capitale umano aziendale attraverso un’analisi strutturata di hard e soft skills, attitudini e potenzialità nascoste, facendo emergere i gap (da colmare attraverso una formazione mirata) e i talenti interni.
È il punto di partenza per strategie concrete che preparano l’organizzazione alle sfide del futuro, iniziando dalle persone che già lavorano in azienda. 

Prima di esplorare questo strumento, però, facciamo chiarezza su cosa si intende per “competenza” in ambito HR. 

Che cosa significa “competenza” nel contesto aziendale? 

La competenza non equivale semplicemente a “saper fare qualcosa”: è invece un concetto multidimensionale che va oltre la somma delle conoscenze teoriche e pratiche, ed è il risultato della mobilitazione integrata di tre dimensioni. 

  1. Sapere (knowledge): le conoscenze tecniche e teoriche acquisite tramite formazione accademica, corsi professionali, certificazioni. 
  2. Saper fare (skills): le abilità pratiche e comunicative sviluppate attraverso l’esperienza operativa, la ripetizione di compiti, l’apprendimento sul campo.  
  3. Saper essere (attitudes): le attitudini personali, i tratti caratteriali, i valori e le motivazioni che spingono l’individuo a mettere in atto sapere e saper fare in contesti specifici.  

La skill emerge quando questi tre elementi convergono in situazioni di lavoro concrete. In altre parole, due professionisti con stesso titolo di studio e stessa esperienza professionale possono dimostrare livelli di competenza radicalmente diversi. 

Competenze tecniche e trasversali: due concetti fondamentali. 

Esistono due categorie fondamentali di competenze: 

  • Hard skills (comp. tecniche): specifiche di un ruolo o settore, misurabili oggettivamente, acquisibili tramite formazione strutturata.  
  • Soft skills (comp. trasversali): applicabili trasversalmente a ruoli e settori diversi, più difficili da misurare, sviluppabili attraverso esperienza e consapevolezza. 

Oggi, le soft skills rappresentano gran parte del valore percepito in fase di selezione per ruoli manageriali o tecnici, dove tradizionalmente dominavano le hard skills.
Perché? Perché le competenze tecniche diventano obsolete, mentre quelle trasversali rimangono rilevanti e permettono l’apprendimento continuo di nuove hard skills. Per ottenere una fotografia completa del potenziale individuale e organizzativo, è necessario entrambe le dimensioni.  

Arriviamo adesso al cuore del tema di questo articolo: in cosa consiste il bilancio delle competenze? 

Cos’è il bilancio delle competenze? 

Si tratta di un potente strumento di analisi, valutazione e sviluppo del capitale umano che permette di mappare in modo strutturato conoscenze, abilità, attitudini e potenzialità di ciascun dipendente. 

Non è una semplice valutazione della performance annuale, ma un processo che risponde a domande strategiche: 

  • Quali competenze tecniche possiede effettivamente la persona, al di là del CV e della job description? 
  • Quali soft skills ha sviluppato attraverso le esperienze professionali e personali? 
  • Quali sono i suoi punti di forza distintivi rispetto ai colleghi nello stesso ruolo? 
  • Dove ha margini di crescita e quali skills potrebbe sviluppare rapidamente con una formazione mirata? 
  • Quali sono le sue aspirazioni professionali e come possiamo allinearle alle esigenze aziendali? 
  • Ha competenze “nascoste” acquisite in ruoli precedenti, hobby o esperienze extra-lavorative che potrebbero essere utili all’organizzazione?
     

La valutazione culmina in un report strutturato che evidenzia: 

  1. Punti di forza e debolezza: competenze in cui la persona eccelle, che possono essere valorizzate maggiormente nell’attuale ruolo o in progetti cross-funzionali. 
  2. Aree di miglioramento: gap di skills rispetto al ruolo attuale o a ruoli futuri desiderati, che possono essere colmati con formazione, coaching, mentoring. 
  3. Potenzialità inespresse e attitudini: talenti latenti, competenze sottoutilizzate, attitudini che non trovano ancora piena espressione nell’attuale contesto lavorativo. 
  4. Interessi e motivazioni: aspirazioni professionali, preferenze rispetto a tipo di attività, contesti di lavoro, modalità di apprendimento preferite. 
  5. Piano di sviluppo personalizzato: roadmap concreta con azioni specifiche (corsi, certificazioni, job rotation, stretch assignments) per colmare i gap e sviluppare il potenziale nei prossimi 6-18 mesi. 

A cosa serve il bilancio delle competenze? Obiettivi strategici. 

Implementare il bilancio delle competenze risponde alle esigenze strategiche concrete delle aziende moderne. Vediamo quali. 

Identificare competenze critiche interne. 

Quando emerge un’urgenza, l’HR non deve partire da zero con il recruiting esterno, ma identificare chi internamente possiede o può sviluppare le skill necessarie. 

Pianificare formazione mirata e personalizzata. 

Questa analisi permette di progettare percorsi formativi differenziati basati su gap reali. Strumenti come il modulo Eventi e Formazione di MyNet facilitano la pianificazione dei corsi, tracciando per ogni dipendente quali skill ha sviluppato attraverso i percorsi formativi completati e quali certificazioni ha acquisito.​ 

Allineare obiettivi individuali e aziendali. 

Un dipendente che non vede prospettive di crescita interna si demotiva e cerca opportunità esterne. La mappatura delle skills permette di avviare conversazioni strutturate su aspirazioni professionali e allinearle alle esigenze dell’organizzazione. 

Ottimizzare la composizione del team e le collaborazioni. 

Conoscere le skills complementari permette di creare team efficaci. Un progetto complesso richiede un mix di capacità analitiche, comunicative e organizzative. Senza il bilancio delle competenze, i team vengono composti per gerarchia o affinità personale: il rischio è che i lavori vengano svolti con meno precisione ed efficienza.  

Facilitare la mobilità interna e Job Rotation. 

Le skills trasversali permettono transizioni tra ruoli apparentemente distanti. Un commerciale con ottime capacità analitiche può transitare in business intelligence. Un HR con forti abilità di project management può guidare progetti di change management. Il bilancio delle competenze identifica questi “ponti” nascosti, permettendo un job posting interno più efficace e una mobilità che valorizza il potenziale latente, invece di incasellare le persone rigidamente nel ruolo di assunzione. 

Ridurre il Turnover e aumentare l’Engagement. 

Utilizzare il bilancio delle competenze dimostra che l’azienda investe nello sviluppo individuale: questo diminuisce il turnover e aumenta retention, senso di appartenenza e motivazione. 

Migliorare Performance e Produttività. 

Quando le persone lavorano su attività allineate con i loro punti di forza, la produttività e la qualità dei lavori aumentano. Il bilancio permette di ottimizzare anche la task allocation, poiché permette di assegnare i compiti a chi ha una determinata capacità. 

Come fare un bilancio delle competenze in 6 step. 

Per costruire uno strumento realmente efficace è necessario un processo strutturato, che valuti le capacità dei singoli e assicuri al contempo un allineamento tra prestazioni lavorative e aspettative. Ecco i nostri 6 step. 

Step 1: Definire obiettivi chiari. 

La prima domanda fondamentale da porsi è: perché fare il bilancio?
Le risposte possono essere molteplici: 

  • Mappare competenze per riorganizzazione aziendale 
  • Identificare gap di skill e punti di forza 
  • Progettare piani di successione per ruoli critici 
  • Ridurre la dipendenza da consulenti esterni  
  • Migliorare l’efficacia della formazione con percorsi personalizzati 
  • Aumentare la retention attraverso percorsi di crescita chiari.

Step 2: Identificare competenze chiave da mappare. 

Non si possono valutare “tutte le capacità esistenti”: serve focalizzarsi su quelle più rilevanti per l’azienda.​ Un metodo efficace è il seguente. 

  • Analisi dei ruoli: per ciascun ruolo, si identificano 8-12 competenze critiche che determinano performance eccellente e performance media.  
  • Framework competenze trasversali: si definisce una tassonomia standardizzata di soft skills rilevanti per tutta l’organizzazione. 
  • Competenze future: oltre a quelle necessarie oggi, si identificano le skills emergenti che diventeranno critiche nei prossimi 3-5 anni in base al piano strategico aziendale. 
  • Livelli di competenza: per ciascuna di esse, si definisce una scala di valutazione chiara. 

Step 3: scegliere strumenti di Assessment appropriati. 

Il bilancio delle competenze si avvale di strumenti multipli, che possono essere uniti e integrati tra loro in base alle proprie esigenze, come: 

  • Questionari di autovalutazione 
  • Valutazione manageriale 
  • Feedback a 360° 
  • Test psicometrici 
  • Assessment center e simulazioni 
  • Colloqui strutturati: 
  • Analisi dei dati digitali 

Step 4: Coinvolgere e comunicare con trasparenza. 

La valutazione delle competenze fallisce se i dipendenti lo percepiscono come una “valutazione punitiva”. Per questo, fornire una comunicazione chiara preventiva è fondamentale, insieme alla garanzia che i report individuali rimangano confidenziali. 

Step 5: Analizzare risultati e identificare pattern. 

Una volta raccolti i dati, avviene l’analisi strutturata a livello individuale e organizzativo, per comprendere le discrepanze tra valutazioni e autovalutazioni, identificare punti di forza e di debolezza e scovare i talenti nascosti.  

App come MyNet aiutano le aziende a ottimizzare la gestione dei talenti e della formazione, agevolando il monitoraggio delle performance dei collaboratori e l’individuazione di eventuali gap nelle competenze. 

Step 6: Progettare piani di sviluppo personalizzati e monitorare i progressi. 

Per ciascun dipendente, è importante organizzare un colloquio di feedback strutturato e creare un piano d’azione documentato, condiviso e tracciato. Il bilancio delle competenze è un processo in continua evoluzione, che richiede una revisione e un aggiornamento costanti nel tempo. 

Strumenti digitali per il Bilancio delle Competenze. 

Gestire questa analisi interna per 50+ dipendenti con Excel e documenti Word diventa rapidamente insostenibile.  

Piattaforme HR integrate offrono moduli dedicati che permettono di: 

  • Creare un framework di competenze personalizzato 
  • Erogare questionari digitali 
  • Raccogliere valutazioni manageriali e feedback in un workflow strutturato 
  • Generare automaticamente report individuali e aggregati 
  • Collegare gap identificati  
  • Visualizzare le competenze organizzative 
  • Identificare automaticamente talenti per il job posting interno.
     

Con MyNet, questa valutazione si connette con altri processi HR chiave, come la Talent Acquisition, l’Onboarding, la Formazione, il Talent Management e il Job Posting Interno. L’integrazione elimina data entry multipli, garantisce consistenza di informazioni e permette degli analytics predittivi. 

Il Bilancio delle Competenze come Vantaggio Competitivo. 

In un’economia dove le competenze diventano obsolete in sempre meno tempo e le organizzazioni devono reinventarsi continuamente, il capitale umano è l’asset strategico migliore. Gli strumenti digitali come MyNet rendono accessibile il bilancio delle competenze anche per le PMI, attraverso moduli integrati, processi chiari e strumenti digitali sempre al passo coi tempi.  

Il talento è già dentro l’azienda, in attesa di essere riconosciuto e valorizzato con gli strumenti adeguati. Contattaci per una call o ottenere una Demo gratuita della nostra app! 


Domande Frequenti 

Ogni quanto va ripetuto il bilancio delle competenze? 

Idealmente, bisognerebbe fare un Assessment completo ogni 12-18 mesi per catturare l’evoluzione delle skills, con checkpoint per monitorare i progressi. La frequenza dipende sempre dalla dimensione dell’azienda e dalla velocità del cambiamento di settore. 

Come convincere la direzione a investire in questo strumento? 

Presenta un business case con i seguenti dati: il costo attuale del turnover volontario, il costo di recruiting esterno medio posizione, i giorni persi per posizioni scoperte. Proietta in seguito il risparmio atteso con l’implementazione del bilancio delle competenze. 

Il bilancio delle competenze funziona anche per le PMI? 

Sì, anzi, spesso le PMI traggono benefici proporzionalmente maggiori. Nelle grandi aziende la perdita di un talento ha conseguenze negative diluite, ma nelle PMI può essere molto più critica. Strumenti digitali come MyNetsono idonei anche per organizzazioni di piccole e medie dimensioni. 


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Questo articolo è stato scritto da

Manuele CeschiaCEO di MyNet. Laureato in Economia e da sempre impegnato nel settore del marketing, della comunicazione e dell’organizzazione di eventi, si occupa dello sviluppo del progetto MyNet supportando il lavoro di tutti i team. Collabora con Università e Centri di formazione per condividere la sua esperienza professionale.

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