welfare aziendale

Il welfare aziendale? E’ fondamentale per attrarre talenti

Ma servono nuovi strumenti per gestirlo e personalizzarlo.
E trasformarlo in un vero e proprio asset competitivo.

Un tempo, era sinonimo di previdenza e assistenza sanitaria. Oggi, la parola welfare fa sempre di più rima con azienda.

Il welfare aziendale è una delle nuove dimensioni competitive sulle quali le aziende concorrono tra loro in quella che, alla fine degli anni Novanta, venne identificata come la “guerra per il talento”.

Come è cambiato il welfare aziendale: oltre lo stipendio c’è di più

Se un tempo, infatti, le aziende ricorrevano ad aumenti salariali, bonus e premi di produzione per convincere i migliori cervelli a lavorare per loro, oggi il paradigma è cambiato. Lo stipendio, infatti, non è più la componente centrale di attrattività che un’azienda può offrire, specie per i Millennials e la Z Generation. Il denaro, infatti, rappresenta solo uno degli elementi che contribuiscono a far scegliere un’azienda agli occhi di quanti, sul mercato del lavoro, hanno un’età compresa tra i 25 e i 38 anni. Tutte le altre componenti rientrano in quello che possiamo definire come welfare aziendale: dalla formazione alla possibilità di prendersi un periodo sabbatico; dalle convenzioni con esercizi commerciali alla possibilità di fare del volontariato o di lavorare a un proprio progetto personale in orario di lavoro, fino all’assistenza sanitaria specialistica e ai servizi dedicati a chi ha bambini.

Quando welfare aziendale e innovazione entrano in contatto: una storia targata Google

Un celebre caso che ha dimostrato le potenzialità di un approccio innovativo verso i dipendenti ha avuto per protagonista Google. Nel 2004, un dipendente che aveva avuto la possibilità di dedicare il 20% della propria settimana lavorativa allo sviluppo di progetti che riteneva potessero essere utili all’azienda, ha proposto la creazione di un servizio di posta elettronica, intuendo che la pagina del motore di ricerca rappresentava – e rappresenta tuttora – il primo momento di contatto da parte degli utenti con il web, e quindi valeva la pena sfruttare quel vantaggio per offrire un servizio di fatto indispensabile.

Perché il welfare aziendale sta diventando sempre più importante

Il perimetro del welfare aziendale si sta allargando sempre di più. Il perché è presto detto: da un lato ci sono le trasformazioni del mondo del lavoro che impongono strumenti nuovi, anche per quel che riguarda tutta la cornice di supporto al lavoratore; dall’altro, la trasformazione digitale che rende estremamente più agevole mettere nelle condizioni i singoli e le aziende di attivare servizi e opportunità.

In questa prospettiva il welfare aziendale, a dispetto del nome, gioca una sfida che è sempre più proiettata su quello che accade all’esterno di stabilimenti e uffici. Migliorare la qualità complessiva della vita di un collaboratore, infatti, è fondamentale, proprio alla luce della pervasività crescente del lavoro.

Se cambia il welfare, devono cambiare anche gli strumenti per abilitarlo

In questo scenario è fondamentale per le aziende favorire al massimo la fruizione di tutti quei servizi che vogliono offrire al proprio personale, perché anche la semplicità del ricorso alle opportunità messe a disposizione determina il successo di un piano aziendale di welfare. Ad esempio, offrire una determinata convenzione con una catena di esercizi commerciali prevedendo una scontistica significativa è importante tanto quanto la possibilità di usufruire di quello sconto con grande praticità. In questo senso, la compilazione, per ogni acquisto, di un modulo cartaceo estremamente lungo scoraggerebbe la fruizione dello sconto.

Un’app per accorciare l’ultimo miglio del welfare aziendale

Fare in modo che un’app possa integrare al suo interno l’intero bouquet dei servizi e delle opportunità di un piano di welfare aziendale rappresenta oggi la soluzione più pratica ed efficiente per determinare il successo di quel piano, abilitando al meglio le scelte che il singolo deciderà di fare rispetto a ciò che l’azienda potrà offrirgli. Non solo: la creazione, attraverso una app, di un touchpoint diretto tra azienda e lavoratore permette anche la misurazione di come il welfare aziendale viene usufruito, dando modo di raccogliere dati e informazioni cruciali per orientare in modo sempre migliore le scelte future che l’azienda deciderà di fare su questo fronte.

MyNet, un modo nuovo per interpretare il welfare aziendale

MyNet è nata fin da subito con l’ambizioso obiettivo di creare un dialogo diretto tra l’azienda e ogni singolo collaboratore, indipendentemente da quale possa essere l’ampiezza del suo organico. Il modulo dedicato al welfare aziendale è uno degli architravi di questa filosofia. La sua struttura è pensata per integrare progressivamente tutte le opportunità che le aziende vogliono mettere a fattor comune per i loro dipendenti, creando un’esperienza di utilizzo totalmente innovativa e personalizzata. L’app, infatti, dà modo alle aziende di creare anche pacchetti di welfare cuciti su misura per specifiche funzioni aziendali o anche per singoli dipendenti che, quindi, potranno avere sul loro smartphone una serie di opportunità alle quali accedere attraverso un semplice tap.

MyNet abilita quindi il welfare aziendale più contemporaneo, permettendo alle aziende di creare una relazione, nuova e concreta, con i loro collaboratori e favorendo così una maggiore fiducia reciproca e – dettaglio non di poco conto – una migliore produttività.