Generazione Z al lavoro

L'importanza di offrire nuovi strumenti alle nuove generazioni

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La nuova generazione e il dominio dello smartphone

Nei prossimi 15 anni, la cosiddetta Generazione Z, nata tra il 1995 e il 2010, approderà con forza nel mondo del lavoro. Ciò porterà ad importanti e inevitabili cambiamenti. Sono infatti nativi digitali e non hanno mai vissuto in un mondo senza internet e social. Costituiscono di fatto la prima generazione mobile-first, ovvero usano lo smartphone come primo privilegiato dispositivo. Per loro, la distinzione tra online e offline, tra vita reale e vita virtuale, ha perso di senso. Usano app di messaggistica istantanea e comunicano con le emoticon.

chat al posto delle email

Le email: strumento del passato?

Probabilmente proprio per via dell’abitudine ad una comunicazione veloce e senza filtri, il 63,4% delle aziende nota in loro una diminuita capacità di lettura e scrittura.

Un centro di formazione cliente MyNet ha in effetti accolto nella propria squadra alcuni giovani della Generazione Z e ha osservato di propria mano come l’uso delle mail si stesse rivelando loro più estraneo del previsto. L’impiego del tono adatto, il giusto utilizzo dei campi cc e ccn, l’uso di un linguaggio formale non erano conoscenze preacquisite ma richiedevano invece una certa formazione iniziale. “E se invece di costringere le nuove generazioni all’uso di strumenti delle generazioni precedenti non provassimo ad andare nella loro direzione”, si è domandato l’istituto, “a cogliere ciò che possono apportare all’azienda facilitandoli nella comunicazione interna?”. Perché, insomma, non permettere loro di adottare un sistema di comunicazione con il quale hanno già familiarità? In fondo, è a loro che si rivolgerà il mondo del lavoro.

Presentazione video Chat

Il video di presentazione

Creare le condizioni migliori per i talenti di domani

Il centro, in effetti, ha eliminato le mail nelle comunicazioni interne sfruttando al massimo il modulo Chat dell’App MyNet. È riuscito così ad introdurre con semplicità i nuovi arrivati nella squadra permettendo loro di esprimere nell’ambiente adatto tutti i loro talenti.
Perché la Generazione Z è anche eterogenea, ama una cultura del lavoro positiva ed inclusiva, è attenta alle questioni sociali ed è pronta ad imparare. La maggior libertà nella comunicazione, grazie all’uso di un strumento a cui sono abituati, ha permesso a questi nuovi ingressi di esprimersi al meglio dimostrando già un’ottima propensione alla collaborazione e allo scambio costruttivo.

Questo articolo è stato scritto da

Manuele Ceschia