Lettera di licenziamento dipendente: ecco tutto quel che devi sapere (con esempi)
Comunicare la fine di un rapporto di lavoro è uno dei momenti più delicati nella vita di un’azienda.
Che si tratti di cambiamenti organizzativi, un inadempimento contrattuale o una grave violazione disciplinare, la lettera di licenziamento deve rispettare precisi requisiti di forma e contenuto previsti dalla legge italiana, pena la nullità del provvedimento.
In questa guida spiegheremo:
- Cosa dice la normativa vigente
- Le tre tipologie di licenziamento individuale
- Come redigere la lettera di licenziamento con fac simile
- Come comportarsi dopo aver inviato la comunicazione
Cos’è la lettera di licenziamento
Cos’è la lettera di licenziamento?
La lettera di licenziamento è il documento scritto con cui il datore di lavoro comunica formalmente al dipendente la risoluzione unilaterale del contratto di lavoro subordinato. Non si tratta di una semplice formalità: senza comunicazione scritta, il licenziamento è nullo.
La lettera di licenziamento deve indicare:
- I motivi che hanno determinato il licenziamento
- La data di decorrenza del provvedimento
- L’eventuale periodo di preavviso (tranne in caso di giusta causa)
- Le spettanze economiche dovute al lavoratore (incluso il TFR).
Essendo un atto unilaterale dell’azienda con forti implicazioni legali, la lettera deve essere redatta con precisione, trasparenza e rispetto delle procedure di legge.
Normativa di riferimento sul licenziamento individuale
Prima di mettere mano alla lettera di licenziamento, è essenziale capire la questione legale: la normativa italiana sul licenziamento individuale infatti non è semplice, e ignorarla può costare caro. Ecco gli articoli e le leggi più importanti (fonte: Gazzetta Ufficiale).
Art. 2118 Codice Civile:
Disciplina il recesso dal contratto a tempo indeterminato con preavviso. Ciascuna delle parti ha la facoltà di recedere dal rapporto nel rispetto delle modalità e dei termini di preavviso contrattualmente previsti.
Qualora il preavviso non venga rispettato, la parte inadempiente è tenuta a corrispondere all’altra un’indennità sostitutiva, commisurata alla retribuzione globale relativa al periodo di preavviso non lavorato.
Art. 2119 Codice Civile:
Disciplina il recesso per giusta causa quando si verifica una “causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto”, permettendo a datore di lavoro e lavoratore di interrompere immediatamente il rapporto a tempo indeterminato senza preavviso.
Legge n. 604 del 1966:
È la norma cardine della nostra giurisdizione in materia di licenziamento, poiché obbliga il datore a comunicare il licenziamento per iscritto e a specificarne le motivazioni.
Art. 7 Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970):
Per i licenziamenti disciplinari, il datore deve prima contestare per iscritto l’addebito al dipendente e garantirgli il diritto di difesa. In altre parole, il licenziamento non può avvenire senza prima un’accusa chiara e senza la possibilità di difendersi.
D.Lgs. n. 23/2015 (Jobs Act):
Ha modificato le tutele per i contratti a tutele crescenti stipulati dopo il 7 marzo 2015. Prevede, in caso di licenziamento ritenuto illegittimo dal giudice, sanzioni che variano dal reintegro nel posto di lavoro a indennità risarcitorie in base all’anzianità, alle dimensioni aziendali e al tipo di contratto.
Quali sono le tipologie di licenziamento individuale?
Non tutti i licenziamenti seguono le stesse regole. Conoscere le differenze tra le 3 tipologie di licenziamento è imprescindibile: vediamole insieme.
Licenziamento per Giusta Causa (LGC)
Si applica quando il dipendente commette una violazione così grave da non consentire la prosecuzione temporanea del rapporto, rendendo impossibile qualsiasi forma di fiducia reciproca.
È il caso di un furto di beni aziendali, violenze fisiche sui colleghi, grave insubordinazione, assenze ingiustificate prolungate o falsificazione di documenti.
Licenziamento per Giustificato Motivo Soggettivo (GMS)
Riguarda inadempimenti contrattuali meno gravi rispetto alla giusta causa, ma comunque rilevanti ai fini del rapporto fiduciario.
In questo caso, il licenziamento ha le seguenti caratteristiche:
- Richiede una contestazione disciplinare scritta
- Il dipendente ha diritto al preavviso (o alla relativa indennità sostitutiva)
Tra i casi tipici vi è negligenza reiterata, scarso rendimento documentato, superamento dei giorni di malattia contrattualmente previsti e utilizzo improprio degli strumenti aziendali.
Licenziamento per Giustificato Motivo Oggettivo (GMO)
Non dipende dal comportamento del lavoratore, ma dalle ragioni economiche, organizzative o produttive dell’azienda.
In questo caso, il datore di lavoro deve dimostrare la reale necessità economica e organizzativa e l’impossibilità di ricollocare il dipendente in mansioni alternative (obbligo di repêchage). Il lavoratore ha, chiaramente, diritto al preavviso.
Come scrivere la lettera di licenziamento?
Una lettera di licenziamento ben redatta deve contenere obbligatoriamente i seguenti elementi formali:
- Intestazione: ragione sociale azienda, indirizzo, data
- Destinatario: nome, cognome, qualifica, indirizzo del lavoratore
- Oggetto: “comunicazione di licenziamento per [causale]”
- Motivazione: descrizione chiara e specifica delle ragioni (fatti, date, riferimenti normativi e contrattuali)
- Data di decorrenza: giorno a partire dal quale cessa il rapporto
- Preavviso: indicazione del periodo di preavviso o della sua mancanza con motivazione
- Spettanze economiche: TFR, ferie residue, preavviso non lavorato (se liquidato), altre competenze
- Firma: del legale rappresentante o del soggetto delegato, con timbro aziendale
- Spazio firma per ricevuta: il lavoratore firma per attestare la ricezione della comunicazione (non la sua accettazione).
Errori da evitare, invece, sono:
- L’inserimento di motivazioni vaghe o generiche (ad esempio, “motivi aziendali”)
- L’omissione dei riferimenti normativi
- Il non-rispetto delle procedure di contestazione preventiva per i licenziamenti disciplinari
- La consegna della lettera senza prova di ricezione

FAC simile di una lettera di licenziamento
Dopo aver chiarito la normativa e le tipologie di lettera, il passaggio più critico è la redazione vera e propria. Di seguito, un fac simile di lettera di licenziamento per giusta causa.
⚠️ Attenzione: in quanto Fac Simile, questa è una bozza orientativa. Prima di notificarla, è obbligatorio farla revisionare da un consulente del lavoro o da un avvocato.
Un esempio di lettera di licenziamento
[Ragione sociale azienda] [Sede legale] | [P.IVA] | [Contatti]
[Luogo], [data]
Oggetto: Licenziamento per giusta causa
Egregio Sig./Sig.ra [Nome Cognome], [Indirizzo]
Con la presente, a seguito della contestazione disciplinare notificatale in data [XX/XX/XXXX] e delle giustificazioni da Lei rese in data [XX/XX/XXXX] — ovvero decorso inutilmente il termine assegnato per fornire le proprie difese — la informiamo della decisione di procedere al Suo licenziamento per giusta causa, ai sensi dell’art. 2119 c.c., con effetto immediato e senza preavviso.
La decisione trae origine dai fatti contestati in data [XX/XX/XXXX], consistenti in [descrizione sintetica e precisa dei fatti], i quali configurano un grave inadempimento contrattuale tale da ledere irreparabilmente il rapporto di fiducia e da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro, nemmeno in via provvisoria.
La informiamo che il presente licenziamento potrà essere impugnato, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla ricezione della presente, nelle forme previste dalla legge.
La invitiamo a riconsegnare eventuali beni aziendali in Suo possesso e a ritirare i Suoi effetti personali presso la sede aziendale.
Cordialmente,
[Firma del legale rappresentante o datore di lavoro] [Nome e cognome] [Qualifica]
Modalità di consegna della lettera di licenziamento
La lettera deve essere consegnata in forma scritta: in caso contrario, il licenziamento è nullo. Le modalità ammesse sono le seguenti:
- La raccomandata A/R: offre un valore probatorio alto: la ricevuta di ritorno costituisce la prova legale di ricezione.
- La PEC (Posta Elettronica Certificata): ha anch’essa un valore probatorio alto ed equivale a tutti gli effetti alla raccomandata A/R; è importante conservare la ricevuta di consegna.
- La consegna a mano: se firmata, ha un valore probatorio alto. Il dipendente firma la copia dell’azienda come ricevuta.
- L’email ordinaria: ha valore probatorio basso e non è raccomandata, perché difficile da provare in sede giudiziale.
Attenzione: La data di ricezione da parte del lavoratore è rilevante per il calcolo del termine di 60 giorni per l’impugnazione del licenziamento.
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Esistono categorie esenti dall’obbligo di motivazione scritta per il licenziamento?
In via eccezionale, alcune categorie di lavoratori possono essere licenziate ad nutum, ossia senza motivazione scritta obbligatoria:
- Lavoratori in periodo di prova
- Lavoratori domestici (colf, badanti)
- Lavoratori con maturati requisiti pensionistici
- Dirigenti di vertice (con eccezioni)
- Sportivi professionisti
- Apprendisti al termine del periodo di apprendistato
Cosa fare dopo aver inviato la lettera di licenziamento?
Inviata la lettera, il processo non è concluso. Quello che succede nelle ore e nei giorni successivi è altrettanto importante.
Durante il periodo di preavviso:
Salvo diverso accordo, il lavoratore continua a prestare servizio durante il preavviso.
Il datore di lavoro può anche scegliere di liquidare il preavviso in busta paga (indennità sostitutiva) e disporre l’immediato allontanamento.
Calcolo e liquidazione del TFR:
Il Trattamento di Fine Rapporto va corrisposto entro la prima busta paga utile successiva alla cessazione del rapporto. Impugnazione del licenziamento:
Il dipendente ha 60 giorni dalla ricezione della lettera per impugnare il licenziamento mediante comunicazione scritta (raccomandata o PEC).
Successivamente, ha 180 giorni per depositare il ricorso in tribunale o avviare una procedura di conciliazione.
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DOMANDE FREQUENTI
È obbligatorio comunicare il licenziamento per iscritto?
Sì. La Legge n. 604/1966 stabilisce che il licenziamento del lavoratore dipendente deve essere sempre comunicato in forma scritta. Un licenziamento comunicato verbalmente è nullo e il lavoratore ha diritto alla reintegrazione o a un’indennità risarcitoria.
Il datore di lavoro deve sempre indicare i motivi del licenziamento?
Sì, nella maggior parte il datore è tenuto a comunicare i motivi entro 7 giorni. Dal 2012 (Riforma Fornero) la motivazione deve essere indicata contestualmente alla comunicazione di licenziamento. Come sempre, per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro o un avvocato giuslavorista.
Entro quanto tempo il lavoratore può impugnare il licenziamento?
Il lavoratore ha 60 giorni dalla ricezione della lettera per impugnare il licenziamento in forma scritta, e successivi 180 giorni per depositare il ricorso in sede giudiziale.
Il licenziamento durante la malattia è possibile?
Il lavoratore in malattia gode di un periodo di comporto (stabilito dal CCNL) durante il quale non può essere licenziato, salvo per giusta causa.
Qual è la differenza tra licenziamento e dimissioni?
Il licenziamento è un atto unilaterale del datore di lavoro che risolve il rapporto; le dimissioni sono invece la scelta volontaria del lavoratore di recedere dal contratto.
I diritti economici (TFR, preavviso) si calcolano diversamente nelle due fattispecie.
Articolo redatto con finalità informative generali. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro o un legale specializzato in diritto del lavoro.
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